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Confindustria, rischio impatti guerra sul Pil, segnali anche su credito

2026-07-24 HaiPress

"Inizia male il terzo trimestre. La

guerra in Iran è riesplosa a luglio e l'incertezza sui prossimi

sviluppi è massima: ne ha risentito subito il prezzo del

petrolio. Dopo aver già frenato il Pil italiano nel secondo

trimestre,gli impatti della guerra si allungano ora anche sul

terzo". E' quanto si legge nella congiuntura flash del Centro

studi di Confindustria. "L'inflazione resterà alta per un po' -

si spiega - e il canale del credito si sta irrigidendo.


L'industria perde colpi dopo mesi di shock,gli investimenti

frenano. I servizi si stabilizzano,grazie al rapido recupero

del turismo estero,ma non crescono".


"La flessione dell'inflazione a giugno (+3,0%) non deve

illudere: da sempre è un fenomeno 'vischioso',la moderazione

non sarà istantanea: nel 2023 l'inflazione italiana ha impiegato

12 mesi a scendere da +12,0% a +1,0%. Inoltre,anche con

un'inflazione transitoria,il gradino nel livello dei prezzi

resta ed esercita effetti di segno negativo sul Pil". E' quanto

evidenzia un focus dedicato all'inflazione contenuto nella

congiuntura.


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